Fotografie

Proposte inviate
da: mauro 7 aprile 2011 8:54
Da alcuni giorni il dibattito langue. Avvicinandosi la riunione di lunedì prossimo approfitto per condividere alcune brevi considerazioni. Non tornerò sulle proposte di riassetto del nucleo Malmantile-Quattro Strade perché mi pare di avere avuto modo di esprimere con compiutezza la mia idea, che si è andata materializzando mentre il progetto partecipativo procedeva. Da molto tempo mi sono reso conto di vivere in una realtà nazionale piuttosto statica e provinciale, con punte di "eccellenza" a Firenze. Nella nostra città stiamo assistendo ad uno spettacolo avvilente: Arata Isozaki vince un concorso internazionale per fare un intervento agli Uffizi ma non se ne fa di nulla, Jean Nouvel viene costretto a ritirare la firma dal suo progetto per l'area Fiat di viale Belfiore, resta da vedere cosa ne sarà della stazione sotterranea per l'alta velocità di Norman Foster. Mentre questi architetti di fama mondiale impreziosiscono e talvolta disegnano ex-novo le città di tutto il mondo, determinando lo spostamento di flussi enormi di turisti, noi continuiamo a contare sulle nostre opere storiche (per fortuna che ci sono, grazie a mecenati illuminati che hanno avuto il coraggio di realizzarle in modo che arrivassero fino a noi) limitando la nostra ricerca nel campo dell'architettura del secolo scorso alla Stazione di Santa Maria Novella, alla Scuola di Guerra Aerea delle Cascine e la Chiesa dell'autostrada. In questo scenario non mi meravigliano le prese di posizione sul progetto di Malmantile e alla fine sarà quel che sarà, restando appena il rimpianto per aver perso un'occasione per dare un volto diverso alla nostra frazione. In questo momento, però, quello che mi sta più a cuore è riflettere sul "progetto partecipativo" e più in generale sulla democrazia. Raffaele nel suo intervento ha detto una cosa molto vera: nell'ultima sera mi sono trovato da solo a sostenere alcuni dei progetti dell'ing. Ferrini e a parlare di altri interventi necessari al di fuori del riassetto della piazza Piave. Si è trattato, però, di un'assemblea non molto partecipata (nel momento di maggiore afflusso ho contato 19 presenze, di cui diverse persone presenti per la prima volta) e quindi con una rappresentatività ridotta. Certamente erano presenti alcune persone di circoli ed associazioni, ma questo vuol dire che erano "qualificati"? Qual è stato il dibattito interno alle associazioni su questo tema? Mi sono informato dalle mie figlie che sono volontarie in alcune associazioni del paese e mi hanno riferito di non essere mai state coinvolte in una discussione su questo progetto. Il progetto ha avuto una durata di un anno e mezzo, con una partecipazione sempre piuttosto ridotta: persone che partecipavano ad un incontro, assentandosi successivamente, ricomparendo ancora oppure rinnovandosi per una fugace apparizione come è stato anche nell'ultima riunione. In questo lungo periodo, almeno fra i più assidui partecipanti, ci siamo confrontati in modo approfondito, talvolta anche con pensieri differenti, pronti a modificarli sulla base dei pareri tecnici che ci sono stati forniti. Questo mi pare che fosse lo spirito del progetto: luogo di incontro di individui, dove, ascoltando anche le idee dell'altro, si andava elaborando e selezionando la proposta più rispondente ai desideri della maggioranza dei cittadini da proporre all'amministrazione comunale, invitando la popolazione a mobilitarsi per sostenerla qualora fossero arrivate risposte negative. In questa ottica mi appare incomprensibile il comportamento dei circoli e delle associazioni, che si presentano nell'ultimo incontro con una proposta da loro sottoscritta (io ancora non l'ho materialmente letta) senza averla precedentemente discussa né inserita nel forum, chiedendo una immediata votazione per raccogliere una "maggioranza stentata alla presenza di circa venti persone". Su questa adesso si chiede addirittura una presa di posizione ufficiale dei partiti. Quale sarebbe la domanda a cui devono rispondere? Forse se sono favorevoli o contrari al maxi parcheggio nel centro di Malmantile e se faranno tutto quanto in loro potere per farlo realizzare? Faccio parte di un partito all'interno del quale abbiamo discusso tante volte sull'importanza del progetto partecipativo, ma mai siamo scesi ad analizzare le varie proposte, convinti come siamo che su tematiche di questo tipo sia assolutamente normale che le idee possano aggregarsi con un andamento trasversale tra persone di diverso schieramento politico, rispettando le diverse sensibilità di ognuno. Penso che il mio partito debba continuare a fare questo: riaffermare l'importanza di creare i migliori strumenti per garantire la partecipazione dei cittadini, del maggior numero possibile di persone, evitando di addentrarsi in questioni che fanno parte della normale dialettica tra i beneficiari di un qualsiasi intervento. Ripeto, non morirò di crepacuore se tutto il centro cittadino sarà un immenso parcheggio, ma cerco di essere molto attento alle procedure per il formarsi del consenso: a mio parere con questa maniera di intendere la democrazia le istituzioni possono naufragare. Per questo chiedo che ci si fermi un attimo, si torni a coinvolgere un po' più di persone, non assumendo la logica rinunciataria secondo cui gli assenti hanno sempre torto, che sarebbe proprio la dichiarazione di fallimento di un progetto partecipativo e si compia un atto di fiducia nei confronti di tutti. Si selezionino quindi due o tre proposte e si organizzi un referendum permettendo a tutti coloro che lo vorranno di esprimersi serenamente. Richiesta questa che mi sento di avanzare anche al comune, in modo da garantire i diritti di tutti, anche dei più silenziosi e apparentemente disinteressati. Successivamente dobbiamo presentarci compatti all'incontro con l'amministrazione, non attribuendogli preventivamente colpe che non ha, come quella di averci costretto ad elaborare una brutta proposta, ma inchiodandola al rispetto di quanto deciso dai cittadini per realizzare un bel progetto per la nostra frazione, che permetta di mettere le basi per un processo, immagino anche lungo nel tempo, ma volto a pensare un diverso assetto del nostro territorio. In tutto questo faticoso cammino non mi sono mai sentito banale e mediocre, né mi pare di aver fatto discorsi privi di senso, mentre ho assistito con interesse al plasmarsi di idee concrete che potranno migliorare in futuro la qualità della vita dei cittadini, con buona pace del nostro anonimo interlocutore, forse inciampato nel masso della Gonfolina.

da: patrizia 4 aprile 2011 12:57
Faccio il tifo per Marco della Gonfolina. Bravo Marco

da: alberto 4 aprile 2011 12:57
Per Marco della Gonfolina Lodevoli e sagge parole. Bravo. Concordo appieno con quello che dici.

da: alberto 7 aprile 2011 9:11
Per Marco della Gonfolina Lodevoli e sagge parole. Bravo. Concordo appieno con quello che dici.

da: Raffaele 19 marzo 2011 8:58
Dopo gli ultimi aggiornamenti a seguito dell’assemblea del 14 marzo al Circolo MCL La Sportiva, mi pare che sia urgente intervenire per dire la mia. Prima però una premessa.La premessa è questa: da qualche anno il legislatore ha separato la responsabilità degli amministratori pubblici da quella degli impiegati della pubblica amministrazione, dando ai primi, -i politici, eletti dai cittadini- la responsabilità dell’indirizzo politico dell’Ente in cui sono stati eletti, mentre ai secondi, gli impiegati, dando loro la responsabilità civile e penale della realizzazione di questo indirizzo. Perché questa premessa? Perché quando fu iniziata la costruzione, poi sospesa, della palestra di Malmantile ci fu una sollevazione popolare per l’ubicazione della medesima nel posto in cui è. Infatti i tecnici comunali (su indicazione politica?) avevano posizionato la palestra in modo da chiudere alla Piazza Piave ogni ulteriore sviluppo e funzionalità futura; la contrarietà dei cittadini era anche in relazione al fatto che la motivazione del primo esproprio del vecchio campo sportivo su cui insiste la costruzione era stata quella della costruzione di una strada di circonvallazione al paese per ovviare alla strettoia di via Vecchia Pisana. Il sindaco Carlo Nannetti, senza entrare nel dettaglio per farla breve, difese questa ubicazione; affermò che così la piazza avrebbe potuto avere la sua compiutezza di luogo deputato alla collettività umana e non delle automobili. Da buon politico però, rendendosi conto che le obiezioni malmantilesi avevano un fondamento e anche considerando il fatto che impegnare l’amministrazione in un’opera che veniva vissuta dalla popolazione come un dispetto non era proprio il massimo del successo politico per un’amministrazione pubblica, il sindaco decise lodevolmente, per venire incontro almeno in parte alle obiezioni popolari (ma anche a quelle organizzate di cittadini e organizzazioni di volontariato), di intraprendere il percorso partecipativo in atto, salvo affermare che non era in discussione la conclusione della costruzione della palestra ormai avviata e rimasta incompiuta per inadempienze contrattuali del vincitore della gara di appalto, ma soltanto la sistemazione dell’area intorno alla palestra e della Piazza Piave. Perciò la partecipazione popolare sarebbe stata incentrata sulla sistemazione delle aree esterne alla palestra. Ora, se le azioni e le volontà hanno un senso, visto che i cittadini di Malmantile avevano accettato ‘obtorto collo’ il percorso partecipativo (obtorto collo perché il percorso partecipativo non era iniziato a bocce ferme, ma a palestra ormai già ‘piazzata’) ci si sarebbe aspettati che ogni ulteriore sistemazione dello spazio intorno alla palestra fosse definito, appunto, dal percorso partecipativo. Ed è con questo spirito che già alla prima riunione dell’assemblea partecipativa avevo espresso questi concetti: di favorevole accoglimento della proposta partecipativa messa in campo dalla parte politica (vedi sindaco) come (parziale) rasserenamento degli animi e per rendere più accettabile agli occhi di tutti i cittadini un’opera pubblica caduta dall’alto. In realtà cosa è successo? Che ci troviamo di fronte all’ennesimo voltafaccia della parte pubblica (o nella sua rappresentanza dei tecnici o nella sua parte politica) e il percorso partecipativo è stato abortito perché ci troviamo di fronte alla negazione di tutto quanto fatto in questo ultimo anno. Ne sono eloquente prova le foto che allego a questa nota: 1) Il passaggio che doveva unire la palestra alla scuola elementare (fu detto anche dall’arch. Taddei, se non erro) doveva essere un corridoio probabilmente coperto, ma libero, che potesse comunque garantire il passaggio pedonale per la messa in comunicazione dell’area parcheggio retrostante la palestra, parcheggio previsto in tutte le tavole predisposte dall’ing. Ferrini. Invece è già stata costruita ed attrezzata di ringhiere una pista per le para-olimpiadi che parte da un’altezza superiore al metro da terra dalla porta laterale della scuola per arrivare fino all’ingresso della palestra. 2) Il muro che un tempo delimitava il vecchio campo sportivo, doveva essere abbattuto, tant’è che nelle tavole presentate dall’ing. Ferrini non ce n’è traccia. Invece a questo muro sono state addossate, nel bel mezzo, le cassette per i contatori degli allacciamenti. A che gioco giochiamo? In più, il resoconto predisposto dall’amministrazione sull’andamento dell’assemblea del 14 a Malmantile è fuorviante e non veritiero. Ad esempio l’intestazione recita: “Nell’assemblea del 14 marzo scelte due diverse visioni tra le proposte sul futuro assetto per la riqualificazione di Piazza Piave. L’11 aprile presentazione delle due opzioni all’Amministrazione comunale.” Allora, se la democrazia e la partecipazione hanno un senso, non è vero che sono state “scelte due diverse visioni” perché, se è vero che due visioni sono state prese in considerazione è altrettanto vero che 1 (una) visione è stata sostenuta da 1 (uno) partecipante e l’altra visione è stata sostenuta dalla totalità dei partecipanti, peraltro anche numerosi e qualificati (qualificati in quanto parlanti non solo in proprio ma per le associazioni che rappresentavano). Perciò se si parla di scelta non possiamo che dire che una sola è la scelta ed una sola sarà presentata l’11 di aprile. Se però parliamo di proposte in campo allora occorre mettere in conto anche la proposta del Comitato Pro-loco che ha i crismi e lo spessore di proposta a tutti gli effetti. Ma prima mi preme anche sottolineare che nel resoconto che riporta l’andamento di una discussione trovare scritte espressioni come “...Il coro pressoché univoco delle altre voci ha invece intonato peana convinti alla necessità di posti auto....” (sottolineato 'peana convinti', n.d.r.) non depone certo in favore della terzietà di chi dovrebbe redigere un resoconto, anche se dimostra quanto sia fuorviante il titolo dato e più sopra ricordato: “...coro pressochè univoco...”. Io avrei usato l’espressione unanime anziché univoco. Il resoconto del 14 marzo poi prosegue dicendo: “..... necessità di posti auto per «tutte quelle attività e tutti quei soggetti che gravitano su Piazza Piave, a partire da ambulanti, clienti della banca, dei vari negozi, frequentatori del circolo ricreativo, volontari dell’Avis e fruitori della futura palestra». Tutti essi hanno anzi firmato e presentato una variante maggiorata del progetto dell’ing. Ferrini (che «non ha tenuto conto» è stato detto «di tutto ciò che gravita sull’area») che contemplava la realizzazione di 132 posti auto sulla piazza.......”. Non è vero che i parcheggi siano necessari ‘solo’ per le attività commerciali o mettere in risalto solo le attività commerciali; Nell’elencazione dei fruitori mancano la Misericordia e la scuola elementare, che non mi paiono affatto attività commerciali. Perciò eccoci al dunque: se la presa di posizione del Comitato Pro-loco di Malmantile (che raccoglie tutte le associazioni presenti sul territorio e non tanto privati ‘firmatari’) è condivisibile in linea teorica, lo è ancor di più dopo la visione dello stato di fatto in cui versa ormai la sistemazione dell’area esterna alla palestra, oggi, con il nuovo scempio commesso. Gli abitanti di Malmantile sono amanti del bello, ce l’hanno davanti tutti i giorni con i dolci profili delle colline e amano il loro paese pretendendo per esso il meglio. Ma trovandosi di fronte a dati di fatto che deturpano la bellezza (se ancora non siete convinti, provate a guardare il ‘recinto per cavalli’ che è stato creato fra la palestra e il muro della piazza), sono costretti a fare di necessità virtù e non possono che guardare al lato pratico, concreto, delle cose; provate a venire in piazza Piave a qualsiasi ora del giorno e della notte e vedrete quanti posti auto (già molto aumentati con la nuova segnaletica orizzontale) rimangono liberi. Ma siccome non avviene tutto per caso, sorge anche il dubbio che l’amministrazione abbia deciso di andare avanti nella sistemazione dell’area intorno alla palestra senza aspettare la conclusione del processo partecipativo perché non aveva (ha) né i soldi né la voglia di fare qualcosa di ‘bello’. E così meglio non dare altra possibilità ai cittadini che pensare che la cosa migliore è lasciare la piazza così com’è ora, un grande parcheggio, anzi aumentabile spostando il Monumento ai Caduti sul retro della palestra per sfruttare anche la parte centrale per ottenere nuovi posti auto. Allora sia chiaro: ai malmantilesi non piace una piazza piena di auto; ma è l’unica scelta che è rimasta loro di fare perchè come è stato anche detto in assemblea “le cose belle sono belle, ma i parcheggi sono pratici”. Provate a pensare come e perché è nata la piazza in passato, quando la vocazione di Malmantile era agricola; la piazza serviva per la fiera del bestiame. Oggi che il paese è industrializzato e terziarizzato la piazza è necessaria per la sosta del nuovo ‘bestiame’ e per eventuali spazi comunitari in occasione di festività o ricorrenze. Questa è la ‘vocazione’ d’uso della piazza, aldilà di ogni ideologismo essendo state eliminate altre soluzioni praticabili. A meno che non si voglia costringere i cittadini a pratiche ascetiche per poter posteggiare il proprio mezzo. Infatti per mettere in moto circuiti virtuosi che inducano le persone a comportamenti più rispettosi per l’ambiente umano non si possono mettere in campo pratiche vessatorie del tipo: io ti faccio il parcheggio, ma te lo faccio il più lontano possibile e raggiungibile con gimkane pedonali pretestuose. Perciò, detto questo, è chiaro alla totalità dei malmantilesi storici (cioè i residenti nel nucleo storico) che le proposte residuali da presentare l’11 di aprile sono effettivamente due. La prima con i 132 parcheggi dietro la palestra senza un passaggio pedonale credibile per arrivarci e la seconda con ciò che vi pare dietro la palestra e il massimo possibile dei parcheggi ottenibile sull’attuale Piazza Piave. Conclusione. Mi piacerebbe, collegandomi all’inizio del mio intervento quando accennavo della separazione di responsabilità fra tecnici e politici, sapere, con la schiettezza del dire pane al pane e vino al vino, fin dove arrivano le responsabilità politiche delle scelte fatte e dove sono le responsabilità tecniche degli esecutori. E mi piacerebbe anche conoscere, su queste questioni, la posizione delle parti politiche presenti sul territorio, così, tanto per valutare che decisioni prendere alle prossime elezioni amministrative. (a questo intervento è allegato un file di presentazione contente anche le foto citate e che pregherei di mettere in linea a disposizione dei 'naviganti')

da: David 18 marzo 2011 9:36
A causa del mio lavoro (turno di sera)non ho potuto partecipare all'assemblea del 14 03 2011.Ma vista questa grande opportunità, ci tengo a dare una opinione. Credo sia giusto aumentare il parcheggio vicino alla piazza,ma credo anche che un maxi parcheggio concentrato tutto in una zona non sia una cosa giusta.Mi piacerebbe quindi una soluzione che vada a mediare le due necessità.

da: patrizia 16 marzo 2011 19:13
Scusatemi, come avevo già detto nella prima mail, ma un parcheggio sotterraneo, tipo Montelupo, rendendo la piazza vivibile ed a verde non sarebbe stato più sensato? Forse avremmo accontentato un pò tutti, dagli auto-dipendenti a chi ne fà volentieri a meno, senza bisogno di indire referendum......poi oggi...con quello che costano?

da: mauro 14 marzo 2011 8:46
Dall’esame del progetto sulla viabilità nel vecchio borgo di Malmantile si può evincere che il paese è servito da una rete viaria quasi tutta affetta da alta criticità, con strade che, pur non possedendo le caratteristiche geometriche previste dalla Legge, vengono utilizzate con eccessive funzioni, talvolta a discapito della loro fruibilità da parte dei pedoni (mancanza o misure insufficienti dei marciapiedi). Un altro elemento immediatamente rilevabile è quello che l’arteria principale di scorrimento attraverso il paese, via Vecchia Pisana, non è servita da adeguate aree di parcheggio, autorizzando nella pratica lo stazionamento selvaggio delle auto su tutta la sua lunghezza, fatto che ingenera continui rallentamenti alla circolazione con evidenti disagi per coloro le cui abitazioni affacciano direttamente sulla strada. Ovviamente l’uniche aree di sosta di via Ferrucci (3 posti), via delle Macine (5 posti) e via San Francesco d’Assisi (4 posti), dove si concentra la popolazione residente, hanno un livello di occupazione fin oltre il triplo rispetto alla loro capacità. Le tabelle descrittive sui marciapiedi mettono in evidenza una situazione assolutamente deficitaria, che oltre a tutto non tiene conto del fatto, che attualmente quelli più grandi (oltre m 1,50) sono normalmente adibiti a parcheggio selvaggio, abitudine che non potrà vedere una inversione di tendenza dopo l’intervento di ristrutturazione in quanto non si prevedono nuove aree di sosta lungo via Vecchia Pisana. Per questo mi pare sbagliato, in quanto non potrebbe essere risolutivo, pensare di destinare tutta l’area attorno alla piazza centrale, palestra e scuola elementare quale area di parcheggio. Alla luce di queste considerazioni propongo alcuni interventi. 1) Ripensare la logica dei parcheggi, che debbono essere più spalmati lungo via Vecchia Pisana, individuando almeno due nuove aree alternative a quella attorno alla piazza, anche per alleggerire l’impatto negativo di un’area molto bella nel centro del paese destinata quasi esclusivamente ad un maxi parcheggio, dove quindi si concentrerebbe tutto il traffico del paese. 2) Mettere in sicurezza tutte le strade, con la costruzione di marciapiedi rialzati e di misura adeguata, in modo che possano essere tranquillamente utilizzate dai pedoni, reprimendo sosta selvaggia dopo aver messo in atto tutte le strategie per garantire aree di sosta adeguate. 3) Creare dei percorsi alternativi, ad uso esclusivo dei pedoni (anche ciclabili?), che colleghino l’area verde attorno alla piazza con tutti i servizi presenti nel paese come le scuole, la Misericordia, i circoli, la farmacia, l’ufficio postale, il campo sportivo, la chiesa e il cimitero; 4) Realizzare i collegamenti pedonali-ciclabili tra Malmantile vecchio, strada di Gello, via di Bracciatica e la lottizzazione delle Quattro Strade, con priorità immediata al percorso Malmantile-Quattro Strade, che, come emerge dal progetto, è già quasi completamente individuato e bisognevole appena di un intervento sostanziale per l’attraversamento di un fosso e in seconda battuta la riqualificazione della strada bianca di Gello e il percorso “pedonale in affiancamento” fino a Gello, prevedendone anche il tratto di collegamento con via di Bracciatica (interventi questi indispensabili per una riqualificazione turistica delle nostre colline, che devono essere rivalutate per la loro bellezza naturalistica-paesaggistica). 5) Pensare l’area della piazza e verde circostante come ad un’ampia zona in uso collettivo, quale spazio polivalente, luogo di incontro tra le persone e idoneo per organizzare le tradizionali manifestazioni culturali e ricreative del paese. Per questo opterei per l’ipotesi di parcheggio di cui alla tavola 18, con 75 stalli auto, avendo cura di pensare la realizzazione delle aree di sosta con materiali meno invasivi possibili e più rispettosi dell’ambiente, quindi non cementate o catramate ma realizzate con blocchi autobloccanti tra cui può trovare spazio adeguata vegetazione, che garantisce un impatto più soft sull‘ambiente circostante. In alternativa, qualora questa ipotesi fosse ritenuta insufficiente per la necessità di parcheggio, opterei per la tavola 19 con 102 stalli, che garantisce comunque un’ampia area verde attorno alla piazza e alla scuola, diluendo i parcheggi in due zone distinte limitandone così l’impatto negativo sulla zona. Alla fine della fase di discussione, che ha visto la partecipazione di un esigua minoranza della popolazione, dopo che saranno state selezionati due/tre progetti penso che questi dovranno essere sottoposti ad un referendum popolare, organizzato anche in maniera informale, che resta sempre lo strumento di democrazia diretta più efficace.

da: mauro 4 giugno 2010 10:22
Ė trascorso oltre un mese dal nostro ultimo sopralluogo sulle colline di Malmantile e tutti avevamo concordato sulla necessità di organizzare a breve un incontro con un esperto di viabilità e paesaggio. Mi pare che il Sindaco e la giunta chiedessero un progetto in tempi brevi, ma adesso, con l'estate a ridosso, rischiamo di perdere molto tempo prezioso. Potete fare un comunicato per informarci su quanto sta succedendo? Quali saranno le prossime scadenze? Grazie, saluti a tutti.

da: andrea 27 marzo 2010 14:51
sono pienamente d'accordo con quanto esposto da marco(10/3/2010). Infatti penso che la soluzione migliore sia di realizzare un parcheggio sotterraneo ( abbiamo un esempio dal ns comune limitrofo di Montelupo che in questo modo ha reso un ampia zona pedonale) in modo da rendere libera l'intera piazza anche perche' l'ubicazione della palestra ormai gia' decisa non permette, a mio avviso, alternative per parcheggiare da altre parti in quanto anche se fosse realizzato un parcheggio sul lato ovest della palestra questo sarebbe poco ben raggiungibile perche' dal fronte di Piazza Piave e' ben difficile realizzare una strada che aggiri la paelstra stessa e pensare ad un accesso attraverso via lippi non farebbe altro che accrescere il traffico con conseguente aumento di inquinamento causato dai veicoli. Ovviamente permetterei il pacheggio della autoambulanze della misericodia. Per quanto riguarda il raggiungimento della scuola si potrebbe potenziare il servizio degli scuolabus. Indispensabile anche per me che l'utilizzo della palestra debba essere esteso a tutti e non rimanga ad appannaggio solo della scuola

da: marco 10 marzo 2010 12:30
Far ritornare la Piazza Piave una piazza ed assolvere al contempo al problema dei posti macchina. Questo mi pare essere il tema principale di questo "percorso partecipativo". Purtroppo è stato avviato in una fase dove la scelta più condizionante è già stata fatta, ovvero la posizione della Palestra. Quindi dobbiamo concentrarci sulla sistemazione della parte residua. La priorità a questo punto diventa la piazza piave e tutte le attività che su questa parte affacciano: esercizi commerciali, uffici, circolo/i, Misericordia,Scuola. Come prima cosa sarebbe opportuno abbattere il muro del vecchio campo sportivo così da poter dare una idea ancor più precisa degli spazi liberi da studiare a tutti i cittadini che vogliono intervenire nella discussione. Poi occorre pensare a salvaguardare gli accessi a tutti gli edifici che affacciano sulla piazza. Condivido l'idea di creare un parcheggio sottostante la piazza. Fra l'altro la quota della piazza lo consente visto che la strada principale scende e quindi un parcheggio a quota stradale risulterebbe di facile sistemazione. L'accesso al parcheggio dovrebbe poi risalire in quota per divenire "strada di servizio" alla palestra e a tutta l'area retrostante la piazza. Ne potrebbe scaturire una piazza molto più grande ed allungata verso la palestra e verso la scuola. Solo in un secondo momento (come priorità) passerei ad esaminare la sistemazione delle superfici scoperte ubicate davanti e di fianco alla palestra assicurando comunque continuità nei percorsi carrabili e pedonali anche su Via L.Lippi. Va sicuramente raccolto il suggerimento di Patrizia sulla postazione wi-fi, mentre per quanto riguarda l'utilizzo della palestra credo anch'io che debba essere esteso a tutti e non solo ai fruitori della scuola ma questo spero sia un tema successivo alla realizzazione della palestra e e della piazza "pensile".

da: Sandra 24 febbraio 2010 10:05
Innanzitutto vorrei fare i complimenti al sindaco e ai suoi collaboratori per aver previsto questo spazio propositivo sul sito del Comune. Colgo l'occasione per dimostrare il mio interesse per la nuova palestra in costruzione a Malmantile. Ho due bimbi di 6 e 1 anno. Mi piacerebbe che nell'orario subito successivo all'uscita di scuola potessero essere organizzati dei corsi di ginnastica (danza, judo, kung-fu,...) per i bambini. Sarei inoltre felice se negli orari serali la palestra fosse sfruttata per gli adulti (ginnastica, yoga,...). Grazie per l'attenzione. Sandra

da: Patrizia 23 febbraio 2010 14:54
Una proposta che sottoporrei alla Vs. attenzione è quella di trasformare l'attuale P.zza Piave in una superficie adibita a ritrovo, con l'introduzione di spazi verdi, fioriere, panchine ed un fontanello di acqua. Inoltre inserirei una postazione wi-fi per il collegamento gratuito ad internet. Il parcheggio in questo caso andrebbe a scomparire con la creazione di un posteggio sotterraneo. L'attuale asfalto lo sostituirei con pavimentazione in cubetti di porfido. Inoltre nella restante area verde, creerei un percorso vita ,aggiungendo una zona per poter effettuare la disciplina dello skateboard che diventerebbe un'attrattiva per coloro che praticano questa attività. Creazione di percorsi trekking e pista ciclabile che possa collegare la zona di Malmantile al resto delle colline circostanti ed al centro di Lastra a Signa
Il progetto
Il quadro urbanistico
Gli incontri avvenuti con la cittadinanza



PROPOSTE PER IL PIANO URBANO DELLA MOBILITA'
INCONTRO CON I CITTADINI DI MALMANTILE

scarica il PDF (16 MB)

presentato in occasione dell'incontro con i cittadini del 7 febbraio 2011

Questo progetto partecipativo ha lo scopo di individuare e definire le esigenze e le aspettative dei cittadini, per costruire un meccanismo di ascolto in grado di dare loro risposte adeguate e soddisfacenti riguardo la nuova distribuzione degli spazi attorno a Piazza Piave, a Malmantile. Primo passo è il coinvolgimento di tutti i cittadini, attraverso i canali tradizionali e anche con la valorizzazione del programma messo a punto dall'ufficio SIT.


 



modulo invio proposta
nome
cognome
email
telefono
Allega un documento (max 2 MB)
LA TUA PROPOSTA